Il 15 maggio 2026 è il 78 anniversario della Nakba, ‘la catastrofe’.
Da allora pulizia etnica, apartheid, genocidio, ecocidio continuano ad opprimere il popolo palestinese.
Faenza per la Palestina organizza un presidio sotto al CNR-Issmc, via Granarolo 64 dalle 16,45 alle 20.
In occasione dell’open day del CNR, vogliamo manifestare la nostra solidarietà a ricercatori e ricercatrici che si rifiutano di collaborare a progetti militari e al Coordinamento nazionale CNR contro la guerra.
In particolare chiediamo l’immediata interruzione del progetto “Pa Swing” che il CNR di Faenza porta avanti con il ministero della Difesa di Israele, all’interno del Memorandum tecnologico e militare Italia-Israele.
Il progetto è iniziato nel 2024, in pieno genocidio a Gaza, ha durata triennale e serve a studiare materiale ceramico trasparente per armamenti terrestri. Un gravissimo esempio di complicità del nostro paese con i crimini umanitari commessi a Gaza, oggetto di interrogazioni parlamentari (Ascari, 5 Stelle) e che l’avvocato Andrea Maestri ha più volte definito come una violazione della Convenzione per la prevenzione e repressione del genocidio.
Durante l’open day, tutto incentrato sull’aerospazio e difesa, ci sarà l’intervento del professore Mario De Stefano Fumo, del Centro italiano ricerche aerospaziali (CIRA): si tratta di un ente pubblico privato di cui il CNR è azionista di maggioranza ma è partecipato da varie industrie belliche come Leonardo (12%), Thales Alenia (8,9%) e altre. Cira attualmente collabora con l’azienda militare israeliana Israel aerospace industries (Iai) all’interno di tre progetti finanziati da fondi europei (Hera, Herwingt e Matisse). Tutta la ricerca in Italia sta virando verso la guerra, ma sappiamo che ogni soldo speso per la guerra è un soldo sottratto alla ricerca per la salute e l’ambiente.
Il presidio (autorizzato) sarà pacifico e propositivo, di scambio reciproco: una delegazione salirà all’open day ad ascoltare e fare domande. Di contro abbiamo chiesto alla direttrice Alessandra Sanson di ascoltare le nostre proposte: chiediamo al CNR di Faenza di interrompere l’attuale collaborazione militare con Israele e iniziare invece una collaborazione con la Palestina in campo sanitario. I materiali ceramici sono indispensabili infatti anche in campo sanitario, ad esempio per fare protesi, e a Gaza ci sono decine di migliaia di persone mutilate che aspettano protesi, protesi che non entrano perché l’esercito israeliano le blocca alla frontiera. La Diocesi di Forlì e i sindacati hanno avviato un progetto di solidarietà con il Bethlehem Arab Society for Rehabilitation, centro di eccellenza di riabilitazione in Cisgiordania, che sta iniziando a produrre in loco protesi: perché il Cnr di Faenza non supporta questo (o altri) centri di ricerca palestinesi, con collaborazioni e ricerche congiunte?
Da Faenza a Gaza la ceramica deve unire, non portare morte, genocidio ed ecocidio.
Basta ricerca per la guerra!
Il presidio è una tappa della Carovana della Rete Emergenza Climatica e Ambientale Emilia-Romagna e dell’Assemblea dei movimenti ambientalisti e sociali dell’EmiliaRomagna.
Con la partecipazione dei Musicanti Improvvisi
Faenza per la Palestina
Coordinamento no armi porto di Ravenna
La Comune
Reca
Amaser
Coordinamento CNR contro la guerra
Faenza eco-logica
Osservatorio contro la Militarizzazione delle scuole
USB Emilia-Romagna
Osa Faenza